Psicologia Del Benessere

L’uomo è nato per creare. La vocazione umana è quella di immaginare, inventare, osare nuove imprese. (Michael Novak)

L’intervento psicologico non avviene solo nel campo della psicoterapia, ma anche nel campo della crescita interiore, nella ricerca di quell’equilibrio tra corpo e mente che consente l’autorealizzazione e di entrare in contatto con la dimensione del Sé.

Attraverso il rilassamento, le visualizzazioni e la meditazione è possibile prendere coscienza degli aspetti oscuri del proprio essere, quelli che Jung ha definito “ombra” per poi includerli nella personalità cosciente in modo armonico.

Ciò permette di conquistare uno “spazio interno” in senso ascendente, di attingere nuove energie e di acquisire, così, una nuova saggezza, che permetterà di affrontare con maggior serenità il quotidiano e di dare più pienezza alla propria esistenza.

Interventi per promuovere lo sviluppo personale

La recente fioritura di studi nell’ambito delle neuroscienze, attraverso le biotecnologie (risonanza magnetica, PET), ha trovato un modo di ispezionare il cervello e di visualizzare sempre meglio ciò che sta dentro di noi, confermando l’utilità di tecniche quali la mindfulness, la meditazione e le tecniche immaginative.

Esse, infatti, promuovono cambiamenti funzionali del cervello mediante la neuro plasticità.

Queste metodiche iniziano ad essere applicate anche negli ospedali, poiché producono profonde e durature modificazioni a livello delle aree cerebrali frontali e prefrontali, che rendono l’individuo in grado di affrontare meglio momenti stressanti o traumatici.

Training autogeno

Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento che attribuisce al soggetto un ruolo attivo nel raggiungimento dello stato di calma e tranquillità. Consiste in esercizi che si focalizzano in diversi distretti corporei, finalizzati ad ottenere uno stato di rilassamento sia fisico che psichico. La distensione corporea produce distensione psichica. Mente e corpo, infatti, sono strettamente correlati e perciò si influenzano reciprocamente: è possibile attraverso l’attività mentale modificare le funzioni organiche e viceversa.
Una costante pratica degli esercizi di Training autogeno è in grado di influenzare vari sistemi organici quali

  • la muscolatura
  • il sistema cardiovascolare e neurovegetativo
  • l’apparato respiratorio.

Un’ altra funzione del Training Autogeno riguarda una maggiore tollerabilità alla sensazione di dolore; grazie alla calma e alla tranquillizzazione si ha una riduzione della percezione degli stati dolorosi.

Mindfulness

Mindfulness in inglese significa consapevolezza, ma la mindfulness è essenzialmente un’esperienza diretta che permette di prestare attenzione con intenzione al momento presente in modo non giudicante. Permette di coltivare una più piena presenza all’esperienza del momento, al qui e d’ora. E’ una forma di meditazione di consapevolezza che si rifà al buddhismo classico, ma adattata ai contesti quotidiani della via occidentale.
Progressivamente, attraverso la pratica, si acquisirà una maggiore presenza al qui e d’ora che ci farà scoprire esperienze inaspettate e la pienezza del vivere.
Anche il lato “negativo” del vivere non andrà rigettato: la sofferenza e il dolore fanno parte della vita e sono dimensioni che non vanno negate, ma accolte e accettate come momenti di crescita interiore, per trovare, attingendo alla nostra creatività intuitiva, le vie migliori per gestirne o risolverne le cause.

Dal giornale Social Cognitive and Affective Neuroscience di giugno 2015 si evidenzia come 3 giorni intensivi di meditazione mindfulness possono ridurre l’attivazione del circuito neurale:

“amigdala destra-sg corteccia cingolata anteriore” in un campione di adulti stressati disoccupati (N=35). Dunque, sebbene lo stress possa aumentare la connettività funzionale a riposo di tale circuito neurale, un breve training di mindfulness può invertire questo effetto

Fonte: Pubmed

Cicli di rilassamento e visualizzazioni

L’immaginazione è una funzione che appartiene a tutti gli esseri umani, si può manifestare spontaneamente, oppure può essere stimolata in modo controllato e volontario, tanto da diventare una risorsa per la trasformazione emozionale e la crescita interiore.
Le tecniche di visualizzazione hanno origini antichissime e si ritrovano nelle tradizioni di diverse civiltà sia nello spazio, tanto in Oriente che in Occidente, sia nel tempo, dall’antichità ai giorni nostri.

Sia che fossero finalizzate ad un contatto più profondo col divino nelle pratiche ascetiche, sia che fossero utilizzate come metodo di cura del corpo e della psiche, si sono sempre dimostrate efficaci nel dare alla persona un maggior equilibrio nella vita di tutti i giorni ed armonia e serenità nell’anima.
Nella medicina dell’antico Egitto, in quella tibetana tradizionale, nella Kabbalah, nella tradizione dello Yoga le visualizzazioni sono sempre state strumenti fondamentali del metodo di cura e di guarigione.

Tutt’oggi, alla luce delle recenti evidenze scientifiche nell’ambito delle neuroscienze, ha riscontro ciò che gli antichi avevano intuito e positivamente sperimentato sull’immaginazione attiva, va perciò aumentando l’interesse verso questa facoltà umana e sul suo impiego.
In epoca moderna tra i primi ad aver sviluppato a livello metodologico le molteplici possibilità di applicazione dell’immaginazione sono stati C. G. Jung, R. Assagioli e R. Dessoille e L. Rigo, sia nell’ambito della psicologia che della psicoanalisi.
Nei cicli di visualizzazioni che proporrò si potrà seguire sia il flusso delle immagini interiori spontanee, generate dall’immagine di un sogno, da un vissuto, o sorte spontaneamente, oppure immagini guidate. Nelle varie modalità è importante lasciarsi andare alla creazione immaginativa, senza troppe interferenze della mente razionale.
Propongo cicli brevi di intervento (10-15 sedute) di rilassamento e di visualizzazione individuali o di gruppo. Sono rivolti a persone che vogliono apprendere una tecnica di rilassamento e attivare delle risorse immaginative in momenti particolari della vita.

Training di performace artistica

Il training mentale di cantanti e musicisti riguarda un’ampia gamma di interventi psicologici e di procedure immaginative.

Si partirà dall’indagine delle motivazioni, dalla formulazione degli obiettivi, dalla focalizzazione dell’attenzione, per arrivare al controllo degli stati ansiosi, all’ottimizzazione dell’arousal e al controllo dei pensieri negativi.

E’ importante imparare ad ampliare e controllare la propria attività immaginativa, e imparare ad usare l’immagine mentale come autorappresentazione di un compito e di un’abilità.
Le immagini mentali sono efficaci da un punto di vista psicofisico, esse, infatti, favoriscono sia l’apprendimento che la memorizzazione delle prestazioni e il miglioramento degli stati d’ansia.
Autorappresentarsi una prestazione correttamente eseguita permette di riprodurla creativamente, poiché, durante tale attività, si verificano deboli pattern efferenti neuromuscolari simili a quelli generati durante un’esecuzione vera e propria (“effetto Carpenter”).
Per essere efficaci, le immagini mentali devono essere:
– vivide, ossia precise nei dettagli;
– controllabili, ossia plasmabili dal soggetto;
– polisensoriali, ossia coinvolgere più sensi: la vista, l’udito, il tatto, la cenestesi;
– corrette, ossia riprodurre in modo perfetto la prestazione da compiere.

Training per la gravidanza e il post partum

La gravidanza e il post-partum sono momenti di particolare adattamento e vulnerabilità in cui la donna è spesso soggetta a disturbi dell’umore. Il training ha lo scopo di seguire ed aiutare le donne nelle problematiche fisiche e psicologiche che spesso le riguardano in questo periodo di profonda trasformazione, attraverso il dialogo empatico, esercizi di rilassamento e visualizzazioni che le accompagnerà nelle diverse fasi del puerperio e del post partum, nella presa di coscienza del nuovo ruolo di madre e del dialogo da instaurare col bambino.
Le immagini utilizzate sono allegoriche e servono a suggerire sensazioni fisiche e psichiche finalizzate, sia a necessità immediate e specifiche, sia a quelle più generali dello stato di gravidanza. Ad esempio, alcune immagini evocheranno sensazioni di leggerezza, flessibilità e vitalità generativa in un corpo che si sta via, via ingrossando e in una psiche che si va trasformando per diventare materna, protettiva e contenitrice; sensazioni mirate a promuovere l’armonia nel mutamento fisico e psicologico e un dialogo profondo ed empatico con il nascituro.

La gravidanza e la maternità generano profonde modificazioni sia fisiologiche che psicologiche. Durante la gestazione il corpo si modifica rapidamente; per alcune donne può essere difficile accettare l’aumento di peso e il pancione. Inoltre la futura madre sperimenta molteplici emozioni e vissuti psicologici associati all’evento della nascita e talvolta insorgono vere e proprie psicopatologie legate ai nuclei più antichi dell’essere.

Il parto implica una separazione della unità corporea madre-feto, che può risvegliare le emozioni connesse alle altre separazioni o a traumi quali lutti o perdite. La donna deve rinunciare allo stato di gravidanza e separarsi dal bambino interno, per instaurare un rapporto affettivo con un bambino reale e non più ideale.

Nel passaggio da sé come figlia a sé come madre ridefinisce la propria identità femminile. Avviene una vera e propria “crisi maturativa”, in cui si riattivano conflitti legati al periodo infantile e si riattualizzano processi di identificazione inconsci con la figura materna. Secondo la Pines (1982), le neo-mamme in questa fase del ciclo vitale, rivivono il processo di separazione-individuazione dalla propria madre e sperimentano una duplice identificazione con la madre e il feto: sono allo stesso tempo figlie delle loro madri e madri dei loro figli. Identificandosi con il proprio bambino possono vivere momenti di fisiologica regressione.

La nascita di un bimbo comporta anche una ridefinizione del rapporto di coppia e delle sue dinamiche, poiché, sia a livello reale che immaginario, entra il terzo, il neonato, con i suoi bisogni imprescindibili e con l’impeto delle emozioni che suscita nei neo genitori. Ovviamente le dinamiche della coppia mutano, è quindi necessario costruire un nuovo equilibrio.

Anche il neo papà affronterà un processo di adattamento e ridefinirà la propria identità in relazione ai suoi vissuti infantili e al processo di identificazione con il padre.

La nascita di un bambino genera una ridefinizione del rapporto con i propri genitori, in quanto l’assunzione del ruolo genitoriale porta a instaurare con la famiglia d’origine una relazione paritaria e adulta (Bramanti, 1999).

Da tutto ciò si può comprendere come, durante le diverse fasi che portano alla nascita di un figlio, le rappresentazioni che i due genitori hanno di se stessi, dei propri genitori, della coppia e del proprio partner entrino in un processo di rivisitazione e trasformazione molto intenso.

Nodi irrisolti nello sviluppo dei neo genitori durante queste prime fasi della genitorialità possono generare alcune problematiche che l’intervento psicologico/psicoterapeutico può sciogliere attraverso:

  • Colloqui di consulenza in gravidanza con la futura mamma e con la coppia.
  • Sedute di training di rilassamento e visualizzazioni guidate finalizzate a ristrutturare i nodi irrisolti e a gestire meglio il momento del parto.
  • Colloqui di consulenza durante il post partum (puerperio) per il benessere della relazione madre-padre-bambino.
  • Sedute di training di rilassamento e visualizzazioni guidate finalizzate a ridefinire la propria identità femminile e la relazione di coppia.

Training di Controllo del Peso

Non si mangia soltanto in relazione al fabbisogno calorico dell’organismo, ma l’introduzione del cibo spesso si colora di valenze simboliche, con cui palesiamo la nostra relazione con il mondo esterno e con noi stessi.

Dietro ai disturbi alimentari, il più delle volte, si cela un disagio profondo, che risale molto indietro nel tempo. Se per qualche motivo, connesso alla nostra storia personale, le armoniche fluttuazioni tra il dare e il ricevere, fra l’accettare e il rifiutare, fra il chiudere e l’aprire, si alterano, l’assumere cibo diventa un atto simbolico e non un atto funzionale al sostentamento fisico, così la nostra alimentazione invece di parlare dei bisogni del nostro corpo parla dei bisogni della nostra anima.

Ecco perché non basta una dieta adeguata a risolvere i problemi alimentari, occorre sia affiancata da un opportuno intervento psicologico.
Particolarmente efficaci in questo ambito si sono dimostrate le terapie immaginative con cui verranno modificati stabilmente i nuclei problematici che sono alla base di vari disturbi.

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