Crisi esistenziale: come superare e creare opportunità?

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Come superare una crisi esistenziale e creare l’opportunità?

Proietta i tuoi desideri nel futuro e supera la crisi

Come superare la crisi esistenziale

Come superare la crisi esistenziale?

Crisi globale. L’uomo contemporaneo vive una profonda crisi esistenziale, una crisi globale che investe i vari settori della sua vita.

Tutto intorno a lui è in crisi: è in crisi l’economia, è in crisi la politica, è in crisi la società, è in crisi la sanità, è in crisi la cultura, è in crisi l’ambiente e non c’è da stupirsi che sia in crisi, ancor più, il singolo individuo.

Soprattutto le persone più sensibili avvertono un profondo disagio e un senso di incompletezza dell’essere.

In tempi di globalizzazione anche la crisi diventa globale. Negli ultimi cinquantanni si è verificato un cambiamento totale dei regni del pensiero e delle attività; nell’evoluzione storica non si era mai registrato prima qualcosa di simile. La vita muta con ritmi vertiginosi, si aprono nuovi orizzonti comunicativi, in un simile contesto si fatica ad orientarsi e a dominare la situazione.

In questo passaggio evolutivo cruciale, è frequente sentirsi impotenti e percepire l’esistenza come priva di significato. Ci si crede un numero privo di significato del generale caos planetario. Ciò ci rende spesso apatici e depressi, con la sensazione di non poter scegliere il nostro destino.

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Come curare la depressione

Secondo Alfred Korzybski, illustre studioso polacco, il progresso dell’umanità procederebbe con due differenti ritmi: il progresso scientifico – tecnologico si svilupperebbe con una progressione geometrica, quindi in modo molto più rapido di quello delle scienze umane e sociali, che manterrebbero un ritmo secondo una progressione aritmetica. La disparità di queste due differenti “leggi di progresso” determinerebbe la maggior parte dei problemi che affliggono l’umanità dei nostri tempi.

“Le molte crisi che scuotono il mondo odierno — dello Stato, della famiglia, dell’economia, della cultura, ecc. — costituiscono soltanto molteplici aspetti di un’unica crisi fondamentale, che ha come specifico campo d’azione l’uomo stesso. In altri termini, queste crisi hanno la loro radice nei problemi più profondi dell’anima, e da qui si estendono a tutti gli aspetti della personalità dell’uomo contemporaneo e a tutte le sue attività.” (Plinio Corrêa de Oliveira)

La diffusione delle informazioni, non vuol dire necessariamente capire. Per capire e per sapere bisogna aprire la mente e lavorare su se stessi.

È, perciò, importante mantenersi in una situazione di equilibrio dinamico: come il surfista che cavalca l’onda lunga, cavalcare le eccezionali possibilità che la tecnologia ci offre, ma, nello stesso tempo, potenziare al meglio quelle capacità di introspezione ed autoanalisi che sono alla base dello sviluppo delle scienze umane.

Esci dalla tua prigione e dagli automatismi. Proietta i tuoi desideri nel futuro

Come uscire da una crisi esistenziale

Molto spesso l’uomo contemporaneo si sente prigioniero, vincolato come un automa alla legge di causa-effetto, si vede come un piccolo ingranaggio di una grande macchina o un topolino di laboratorio intrappolato in un meccanismo stimolo – risposta. Ciò lo rende incapace di sentirsi libero, di autodeterminarsi. Non vive proiettando i propri desideri nel futuro, ma popolando il futuro delle paure del passato.

Alcuni, forse molti, non sono nemmeno coscienti di ciò, come sonnambuli avvertono solo un profondo disagio interiore, che si può tradurre in ansia, angoscia senza nome o depressione.

Come superare una crisi esistenziale
Puoi fare la differenza

Come trasformare una crisi esistenziale in opportunità

La trasformazione della crisi esistenziale in opportunità

Il messaggio che corre è quello che non c’è nulla da fare, che non si può fare nulla per modificare la propria esistenza. Questo messaggio ci viene ripetuto giornalmente dai mass-media, in modo diretto o indiretto, e, quel che è peggio, lo ripetiamo a noi stessi, relegandoci ad una vita automatica, priva di senso.

Senza un vessillo da seguire dimentichiamo chi siamo, dimentichiamo che la creatività e l’immaginazione ci hanno posto al vertice della scala evolutiva. Dimentichiamo che possono ancora costituire non solo una risposta alla nostra angoscia esistenziale, ma anche l’avvio di un processo trasformativo individuale e sociale che ci condurrà al fantastico risultato dell’autorealizzazione.

“La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto.” (Albert Einstein)

Se Leonardo attraverso la sua creatività immaginativa non si fosse aperto ai mondi del possibile, non potremmo apprezzare l’ineffabile sorriso della Gioconda o restare ammirati di fronte alle mirabolanti macchine, frutto del suo ingegno. Ciò vale per ciascun genio che ha contribuito al progresso dell’umanità, mettendo a frutto quei talenti naturali che all’inizio della nostra esistenza ci vengono donati sotto forma di qualità personali o doti.

L’atto creativo è un atto di intimità con se stessi, di connessione con le profondità del nostro essere più vero e con i nostri doni personali.

L’uomo preziosissima e insostituibile tessera del grande mosaico dell’Universo

Ciascun individuo è una preziosissima e insostituibile tessera del grande mosaico dell’Universo. Esserne consapevoli, vuol dire anche rendersi conto di quanto la nostra volontà cosciente sia indispensabile, non solo per la nostra autorealizzazione, ma anche per uno sviluppo ecologico dell’umanità intera.

Mauro Ventola, giovane e promettente filosofo napoletano, nel suo libro Decidere dall’essere(2015) ha messo in evidenza come, in un percorso di evoluzione cosciente, sia importantissimo, in primo luogo, essere integri, cioè raggiungere “l’integrità ontologica”, “ciò che siamo realmente”, ciò che Karen Horney ha definito il “vero sé”, ciò che ci fa sentire vivi e nella pienezza dell’essere; in secondo luogo essere impegnati in qualcosa di più grande di noi, poiché  “l’individuo ontologicamente integro e connesso al sistema più grande di cui è parte, sente di agire spinto da un compito, una chiamata, da una missione esistenziale”; in terzo luogo essere il proprio futuro intenzionale.Quando un individuo ha accesso ad una forte intenzionalità non solo diventa più capace di accettare ciò che accade all’esterno, ma anche di assumersi pienamente la responsabilità dei suoi atti. Emerge un forte senso di responsabilità“.

Contattare il nostro “centro di gravità permanente”

Per mettere in atto questi assunti, non si può vivere in relazione solo a ciò che succede esternamente, ma è necessario vivere in relazione con ciò che succede intimamente.
Il nostro “centro di gravità permanente“ dovrà essere il timone delle nostre azioni, ma, per accedervi, vi è un cammino che ci porta ai segreti dell’inconscio.

Solo coloro che vivono e lavorano per autorealizzarsi potranno dominare le forti emozioni e i labirinti della mente ed, infine, accedere a nuovi Stati di Coscienza.

Anticipare il futuro con il potenziale dell’inconscio

Jung ha sempre affermato che il conscio nasce dall’inconscio, ma non dava a ciò un significato negativo, anzi, poiché intravedeva nell’inconscio il suo aspetto creativo e di anticipazione del futuro.
La creatività (secondo la definizione che ne dà Galimberti) consiste principalmente nel riconoscere, tra pensieri, immagini e oggetti, nuove connessioni che portano ad innovazioni.

“Solo dei processi simbolici consentono di seguire i sentieri della creazione” (Jean Burgos)

Gli studi di Jean Burgos si incentrano sui concetti di creazione, immagine e immaginario.

Per l’eminente studioso francese l’immagine “è traccia e allo stesso tempo ha una funzione attivatrice dell’Immaginario; non è rappresentazione, ma presentazione e si definisce attraverso la plasticità e i suoi caratteri d’immediatezza”. E “l’immaginario: è il punto di incrocio, di scambi fra le pressioni dell’esterno e le pulsioni profonde dell’individuo, luogo di manifestazione e di realizzazione dei possibili in un divenire“.

La creatività ha a che fare col nuovo, col cambiamento, è un seme che dalle profondità si schiude verso il futuro.

Le persone che avvertono un profondo disagio psicologico hanno spesso un immaginario coartato, stereotipato o bloccato. Vivono una paralisi o un rallentamento esistenziale che le rende incapaci di scegliere e di vivere pienamente la vita.

È probabile che in qualche momento della loro esistenza abbiano tradito il loro vero Sé, consegnandosi ad una crisi che appare senza via di uscita.

“L’uomo è nato per creare. La vocazione umana è quella di immaginare, inventare, osare nuove imprese.”
(Michael Novak)

Come trasformare una crisi esistenziale in opportunità?

Come uscire dal tunnel e ritrovare se stessi?

Secondo Mircea Eliade

“Gli psicologi, Jung in primo luogo, hanno mostrato fino a che punto i drammi del mondo moderno derivino da un profondo squilibrio della psiche, sia individuale che collettiva, squilibrio in buona parte provocato da una sempre più grande sterilizzazione dell’immaginazione. ‘

Il primo passo è quello di rendersi conto di questo vuoto esistenziale. Di rendersi conto che le correnti emotive, che ci attraversano, non sono il nostro vero Sè, che c’è di più delle nostre emozioni e dei nostri pensieri.

Consapevolezza e volontà: due ingredienti fondamentali, la crisi esistenziale dell’uomo moderno

Dobbiamo diventare consapevoli che siamo esseri volitivi, che abbiamo una volontà. E se questa volontà è, come direbbe Roberto Assagioli, forte, saggia e buona, potrà essere l’elemento fondamentale della nostra trasformazione interiore.

Non sempre è possibile avviare questo percorso da soli, perché le resistenze al cambiamento sono forti, anche se l’attivazione dell’immaginario preannuncia orizzonti di libertà.

Ecco che l’ITP ( Tecniche Immaginative di analisi e ristrutturazione del Profondo), secondo il modello di Rigo, può venire in aiuto. E’ un mezzo terapeutico diretto che ci permette di attraversare gli abissi infernali del nostro inconscio inferiore, fino a raggiungere il nostro vero Sé.

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Cos'è la terapia immaginativa?

Come in tutti i viaggi negli ultra mondi, è bene essere accompagnati da una guida sicura, un Virgilio degli universi interiori. Tappe dell’itinerario interiore.

Se dapprima le sensazioni prodotte dall’attività immaginativa andranno a recuperare anche esperienze preverbali molto precoci, permettendo di esprimere l’angoscia senza nome, le paure, il senso di vuoto; in un secondo momento con l’ICI, l’io corporeo immaginario (una proiezione a livello immaginativo del corpo del paziente, attraverso il quale nell’imagerie fa esperienza), si andranno a sperimentare l’insieme di percezioni che si possono vivere col corpo reale e affrontare quei conflitti, alla base del disagio esistenziale o delle diverse forme di patologia psichica. Superati i conflitti, sarà possibile accedere al mondo archetipico e agli stati-luce.

Non saranno utilizzate solo immagini visive, ma plurisensoriali, cioè visive, olfattive, uditive, tattili, kinestesiche e cenestesiche. Queste saranno in grado di rappresentare simbolicamente gli stati emotivi e le tensioni in modo più diretto che il pensiero lineare.

Attraverso realizzazioni simboliche, ristrutturazioni profonde, regressioni e assorbimenti di energia vi sarà una progressione che attiverà prima una trasforma¬zione e poi la guarigione.

Non si tratta, tuttavia, solamente di cancellare sintomi disfunzionali, ma di intraprendere un cammino per essere liberi di scegliere, senza condizionamenti. Per raggiungere la pienezza dell’essere. In questo percorso interiore è gratificante passare attraverso la ricchezza delle nostre immagini mentali.

“Solo coloro che possono vedere l’invisibile, possono compiere l’impossibile!” (Patrick Snow)

Proiettare i propri desideri nel futuro e superare le crisi che la vita è possibile attraverso un percorso interiore che passa attraverso la ricchezza e la potenza delle nostre immagini mentali. Ciò ci rende liberi di scegliere che direzione dare alla nostra esistenza.

La terapia immaginativa è una tecnica efficace e potente, ma anche raffinata e delicata, necessita di competenza ed esperienza, deve perciò essere svolta solo da psicoterapeuti con una formazione specifica

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Cos’è la crisi del quarto di vita e come superarla?

 

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