Alessitimia

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Alessitimia: Diagnosi, Cura, Significato e Cause

alessitmiaAlessitimia cura: la terapia dalla depressione

Alessitimia: quando le parole non hanno voce per esprimere le emozioni

Quando le emozioni restano mute, perché le parole non hanno voce per esprimerle, scende un gelo in fondo all’anima.

Fai fatica a intessere relazioni sociali significative e gratificanti?

Hai più conoscenti che veri amici?

Non sai esprimere le tue emozioni?

Ami il tuo partner ma non sai dar voce al tuo amore?

Soffri di disturbi psicosomatici?

Provi una sensazione di gelo in fondo all’anima?

Alessitimia cura e terapia

Forse potrebbe interessarti quest’articolo che ti spiegherà cosa sia l’alessitimia, le caratteristiche di questo disagio psicologico e come guarire da questa patologia.

Alessitimia Significato e definizione

alessitimia significato

Sei felice? Sei triste? Sei pieno di rabbia? Piangi?

Qualche nozione tecnica e qualche rimedio per andare alla scoperta delle tue emozioni e conoscere meglio te stesso e gli altri.
Il termine alessitimia ( dal greco a- «mancanza», lexis «parola» thymos «emozione») significa letteralmente non avere nessuna parola per esprimere i propri sentimenti ed emozioni, vivere, cioè, in una sorta di analfabetismo emotivo che riguarda sia un’evidente difficoltà ad identificare e a verbalizzare le proprie emozioni, sia l’incapacità di discernere tra emozioni e sensazioni corporee ad esse associate, sia una ridotta capacità immaginativa dovuta a uno stile cognitivo prevalentemente centrato sulla concretezza.

Il termine venne usato per la prima volta negli anni ’50 per classificare alcuni pazienti affetti da patologie psicosomatiche (asma, malattie della pelle, ulcera gastroduodenale, ecc…)

L’alessitimico non sa interpretare e valutare gli affetti sia propri che altrui. Non sa essere empatico. Vive in una condizione di ridotta consapevolezza emotiva e assume comportamenti conformistici compensatori.

Gli alessitimici, spesso fin dall’infanzia, risultano persone schive, distaccate, fredde, incapaci sia di riconoscere, sia di descrivere verbalmente i propri stati d’animo e quelli altrui. In molti casi evitano il contatto fisico e provano disagio nell’essere abbracciati anche dalle persone più care e a loro più vicine, come i familiari o il partner.

Freddezza emotiva: Alessitimia, come riconoscere un partner alettitimico

Spesso sono persone lavoratrici, razionali, ma anche narcisistiche, avare e incapaci di godere a pieno la vita e di intessere relazioni intime.

Nondimeno riescono a costruire una coppia, ovviamente una coppia disfunzionale e asimmetrica, in cui il/la partner, scambiando l’amore per una sorta di accudimento, cerca invano di trasformare la loro freddezza e l’assenza di slanci affettivi in un rapporto intimo ed empatico.

Nella maggior parte dei casi sono proprio i partner a mettere in luce il problema perché l’alessitimico non è consapevole degli effetti della sua patologia e trova normale comportarsi così.

Spesso le emozioni inespresse si esprimono attraverso il corpo (somatizzazione), attivando preoccupazioni ipocondriache, i sintomi corporei vengono amplificati ed interpretati come malattia fisica. In questi soggetti vi è, inoltre, un’accentuata reattività del sistema nervoso autonomo.

Come capire se si tratta di alessitimia

come capire se si tratta di alessitimiaOltre agli imprescindibili colloqui clinico-diagnostici, il test più usato per valutare l’alessitimia è la TAS – 20 Toronto Alexithymia Scale G.J. TAYLOR, R.M. BAGBY, J.D.A. PARKER, 1992

E’ un questionario di 20 item che possiede 3 scale fattoriali :

  • DIF ( Difficulty Identify Feelings ): difficoltà ad identificare i sentimenti e a distinguere tra sentimenti e sensazioni fisiche .
  • DDF ( Difficulty Describing Feelings ): difficoltà nel descrivere i propri sentimenti agli altri.
  • EOT ( Externally -Oriented Thinking ) : stile cognitivo orientato verso la realtà esterna, quindi pensiero orientato quasi esclusivamente all’esterno, e raramente verso i propri stessi processi interiori.

Non include, però, la ridotta capacità di fantasticare che, secondo molti, sembra essere un fattore importante.

Il punteggio TAS-20 va da 20 a 100 con valutazione confermata di alessitimia per valori da 60 ( cut-off) o maggiori, mentre per valori da 51 o inferiori non viene riscontrato alcun quadro alessitimico.

L’alessitimia è deficit della funzione riflessiva del sé e della consapevolezza emotiva, ciò può essere presente in numerosi disturbi di personalità: personalità evitante, personalità dipendente, personalità ossessivo-compulsiva e personalità narcisistica; inoltre in disturbi psichici come ansia, depressione maggiore; e anche in numerosi disturbi fisici come ipertensione, dispepsia, disfunzione erettile, abuso di sostanze.

Diagnosi differenziale: alcune caratteristiche dell’alessitimico sono riscontrabili anche nella sindrome di Asperger e in personalità antisociali e narcisistiche.

Le principali cause dell’alessitimia

Vi possono essere vari fattori che concorrono: cause genetiche, fisiche, culturali, psicologiche.

L’alessitimia da un punto di vista statistico è più frequente nella popolazione maschile. Tra i fattori culturali, infatti, ricordiamo l’alessitimia normativa maschile, veicolata dall’errata convinzione sociale che un uomo non debba piangere o commuoversi e che per dimostrarsi virile debba saper reprimere, o per lo meno controllare le proprie emozioni.

cause alessitimiaTra le cause psicologiche, stanno al primo posto i traumi infantili.

Come difesa inconscia alle sofferenze subite, il soggetto diventa incline al controllo, si ripiega in se stesso ed evita le emozioni e i coinvolgimenti affettivi.

Infatti emozioni e sentimenti vengono vissuti come minacciosi e destabilizzanti da chi ha subito violenze psicologiche o traumi, non gli resta che rifugiarsi nell’ «analfabetismo emotivo». Spesso sarà il corpo a dar voce all’emotività repressa attraverso patologie psicosomatiche come asma, malattie dermatologiche, ulcere gastroduodenali, ecc..

cura terapia alessitimiaLe persone che soffrono di alessitimia sono consapevoli delle proprie emozioni, ma non sanno classificarle in modo appropriato.

Quest’incapacità di percepire, riconoscere ed esprimere le proprie emozioni può essere limitata ad alcune emozioni, o a particolari situazioni, o solamente ad alcuni contenuti.

Attraverso un percorso psicoterapeutico efficace è possibile ricondurre questi soggetti a riappropriarsi del proprio mondo emotivo, affinché possano vivere con pienezza e maturità relazioni ed affetti.

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